L’ETERNITA’ INVECCHIA

Il 28 MAGGIO 2015, alle 18.30, dibattito sul libro L’ETERNITA’ INVECCHIA. SULLA POESIA DI PAUL CELAN di MARIO AJAZZI MANCINI (Orthotes Edizioni).
Oltre l’autore intervengono: DARIO BORSO, NICOLE JANIGRO, ROSALBA MALETTA, GIANCARLO RICCI.
Presso i FRIGORIFERI MILANESI, via Piranesi 10 – Milano

L'eternità invecchia 

 

Continue Reading

ADOLESCENZA, SESSUAZIONE E IDENTITA’ DI GENERE: seminario di G. RICCI

Mercoled’ 25 giugno 2014 dalle 14.30 alle 17, Giancarlo RICCI tiene un seminario di formazione presso l’Università Cattolica  di Milano (via Nerino 15, Aula 110). L’intervento si inserisce nell’attività del CENTRO STUDI E RICERCHE SULLA FAMIGLIA DELLA CATTOLICA E DI DIESSE LOMBARDIA. Il titolo dell’intervento è: “Adolescenza, sessuazione e identità di genere“.

Diesse in collaborazione con il Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano propone tre mezze giornate di formazione rivolte ad un gruppo selezionato di medici, psicologi, sociologi, docenti di scienze, docenti/formatori. Scopo degli incontri, di carattere seminariale, è quello di formare un gruppo di esperti disponibili a intervenire in corsi di formazione ed eventi sui temi legati alla questione del gender. Il lavoro in ciascun seminario sarà di reciproca formazione, a partire da alcuni interventi iniziali che avranno lo scopo di aprire un dialogo costruttivo fra i partecipanti. E’ prevista la registrazione completa dei lavori per pubblicazione dei lavori svolti.

Uomo e donna o GLBTQ?
La teoria del gender e le implicazioni culturali ed educative nella famiglia e nella scuola. 

 

Continue Reading

EDUCARE ALLA PARITA’. PREVENIRE LA VIOLENZA. Alla Cattolica (Mi), dal 20-2 al 18-5 2016.

L’associazione Diesse Lombardia con l’Università Cattolica di Milano ha ideato un corso  che prende avvio sabato 20 febbraio 2016.  La direzione scientifica è affidata al prof. Francesco Botturi (Docente di Filosofia Morale alla Cattolica) e al coordinamento a Guido Banzatti.
PER INFO: segreteria di DIESSE LOMBARDIA (02.45.48.55.17. Fax: 02. 45.4860.89) Mail: segreteria@diesselombardia.it – Viale Zara 9 – Milano.

1

2

3

L’iniziativa  è progettata anche come “un corso per preparare un gruppo di formatori per realizzare progetti e attività formative con dirigenti scolastici, insegnanti, genitori”. In effetti questo approccio multidisciplinare, che vede confrontarsi pedagogisti, psicoterapeuti, sociologi, psicanalisti, psicopedagogisti anche su temi concreti e quotidiani dei giovani, ci sembra un gesto significativo: un tentativo di ridisegnare compiti e funzioni dell’educazione, della formazione intesa come momento incessante di confronto, di dibattito, di riflessione in grado di tracciare un perimetro di chiarezza, nella grande Babele del nostro tempo.

Continue Reading

WIKIRADIO di RADIO TRE: G. Ricci interviene sul lavoro onirico e la contemporaneità. Il 24.7.14

Milano, 24 luglio 2014, ore 14 su RADIO TRE nel programma WIKIRADIO. La trasmissione si può ascoltare in podcast presso il sito di Wikiradio, Radio Tre Rai.

Nella notte tra il 23 e 24 luglio 1895 (120 anni or sono) a BELLEVUE, Freud dichiara di aver interpretato compiutamente un sogno, quello dell’iniezione a Irma. La strada che porta alle logiche dell’inconscio è aperta.

Ma cosa significa oggi il sogno? Quale il posto del lavoro onirico nella contemporaneità? E’ ancora possibile il sogno come  enunciazione del desiderio?

Ascolta la trasmissione dal link sotto:

 

Continue Reading

Milano 22 marzo. Presentazione della rivista LETTERa su “JOYCE. Sinthomo, arte, follia”

Lettera 3

Il 22 marzo ore 18 presso la sede IRPA, via G. da Procida 35/A, MIlano. 

Intervengono: MARIO COLUCCI, FEDERICO LEONI, GIANCARLO RICCI, PIER ALDO ROVATTI. Coordina CHIARA OGGIONNI.

Presentazione della rivista di psicoanalisi LETTERa n. 3 su “Joyce. Sinthomo, arte, follia” (et al./Edizioni) e della rivista di filosofia AUT AUT (Il Saggiatore).

———————————————————————————————————————————————–

C’è un sottile filo – scrive Giancarlo Ricci nell’editoriale di apertura della rivista – che unisce il tema monografico del precedente numero di LETTERa, “I legami e l’inconscio”, e questo dedicato a “Psicoanalisi e legge”. I legami sono tali proprio perché rispondono a una legge, così come l’inconscio è strutturato da una legge particolarissima, mai completamente pronunciabile ma sempre in atto e al lavoro.
Accostare psicoanalisi e legge è impresa monumentale. Questo dossier monografico è una prima testimonianza, certamente non esaustiva. L’intento è di disegnare alcune frontiere, adiacenze e intersezioni. Il contributo di ciascun autore – psicoanalista, psichiatra, giurista, filosofo, storico del diritto o magistrato – ci sembra apra una via nuova, originale, spesso preziosa.
Il significante legge viene chiamato in causa e “messo al lavoro” in due accezioni apparentemente distanti. Nella prima come istanza in atto nella vita psichica dell’individuo ovvero, semplificando, in quanto legge delle logiche e del funzionamento dell’inconscio. Si tratta della legge della parola le cui numerose implicazioni giungono anche a istituisce la legge del desiderio, la sua facoltà. Nella seconda accezione, quella corrente, la legge può riassumersi come quel complesso sistema simbolico il cui esercizio normativo regola i funzionamenti giuridici e le condizioni di diritto nella società.
Dal confronto tra queste due distinte polarità, che in definitiva tessono la dialettica tra individuo e società, tra caso singolo e criterio universale, riscontriamo una fecondità di idee e di pensiero. Fecondità sia per una riflessione relativa al diritto nelle sue vaste implicazioni sociali sia per la psicoanalisi, nella sua pratica particolare e singolare.
Nell’implicito dialogo che scaturisce tra i differenti contributi qui pubblicati, si delineano alcuni temi caldi che attraversano l’attualità: la giustizia psichica e l’equità, i paradossi del diritto nell’epoca in cui sembra vacillare il confine tra lecito e illecito, il funzionamento delle istituzioni, le trasformazioni epocali percepite dai soggetti sociali come vacillamento di diritti acquisiti o addirittura come trasformazione del concetto stesso di democrazia.

Continue Reading

Jean Clair intervistato da G. Ricci sul suo libro MEDUSA

LEGGI INTERVISTA A JEAN CLAIR sul sito Milanoarteexpo.com         ———————————–

PICASSO a Palazzo Reale di Milano, dal 20 settembre 2012 – In occasione della mostra dedicata a Picasso presso il Palazzo Reale di Milano, Giancarlo Ricci avvia una serie di brevi interventi sulla vita e il pensiero di Picasso in collaborazione con il sito Milanoarteexpo.com (segue indirizzo elettronico). L’intersezione della psicanalisi con la questione dell’arte e dell’istanza creativa ci sembra, mai come oggi, attuale e significativa.

IL FUMO DI DON SALVATOR
Dobbiamo partire dal nome, dalla sua storia e dalle sue ineluttabili
pieghe per cogliere la cifra di unʼesistenza, il suo trovarsi al mondo. Il nome
Picasso si è trovato a occupare un posto tanto essenziale quanto
straordinario nellʼorizzonte artistico del secolo scorso. Ma ancor prima del
nome è stato il corpo a mettere piede su questo mondo.
Picasso arriva al mondo già con un suo “stile”: la levatrice lo crede
morto, lo lascia lì abbandonato tra le coperte e rivolge le sue cure alla madre.
Eʼ la presenza di uno zio medico, Don Salvator – nome davvero appropriato
per lʼoccasione – ad afferrare il piccolo e a soffiargli in faccia il fumo denso del
suo sigaro. Cʼè da immaginare lʼurlo, lʼurlo vitalità che il piccolo avrà cacciato,
dimenandosi e sgambettando. Era appena lʼinizio e nessuno immaginava
quanto sarebbe accaduto da lì a pochi anni, nemmeno lui. “A sette anni –
scrive Picasso – facevo disegni accademici la cui precisione minuziosa mi
spaventava”.
Così Picasso è gettato su questo pianeta attraverso un funambolico
doppio giro tra la vita e la morte. Chissà se la sua passione di dipingere
saltimbanchi, giocolieri e acrobati possa essere provenuta da questa
irrefrenabile attitudine pulsionale verso la vita. Probabilmente lì, nellʼatto
dellʼincominciare a respirare – sia pure il fumo fetido del sigaro – si è
miracolosamente forgiato il suo inconsumabile talento a non lasciar perdere
le occasioni: pittura, disegno, grafica, scultura, ceramica, incisione, affresco,
scenografia, drammaturgia, poesia, scrittura e forse ancora altro. In questo
immenso attraversamento ogni volta il demone dellʼarte lo ha chiamato a
rimettersi in gioco con un gesto estremo e assoluto. Come se fosse, ancora e
sempre, questione di vita o di morte.

leggi l’articolo originale qui

per maggiori informazioni http://www.mostrapicasso.it/

Continue Reading

ZYGMUNT BAUMAN, Gli usi posmoderni del sesso, Il Mulino

Untitled-1

“Sesso, erotismo e amore sono collegati e tuttavia separati. Non possono esistere l’uno senza l’altro, eppure la loro esistenza si consuma in una guerra perenne per l’indipendenza”: così afferma Bauman in questo libro Gli usi posmoderni del sesso. Libro denso e ricco di notazioni mai quanto oggi attuale. Il noto sociologo si addentra lungo la frontiera di un mutamento antropologico in atto: “La versione tardomoderna o postmoderna dell’erotismo appare senza precedenti, una novità e un vero e proprio salto di qualità. Qui l’erotismo non si allea nè con la riproduzione sessuale nè con l’amore, reclama la propria indipendenza da entrambi i vicini e rifiuta decisamente ogni responsabilità (…)”.

Sullo sfondo dei temi della biopolitica e della biotecnologia il tema dell’immortalità è coniugato come imperativo del godimento, del godimento ininterrotto. “La decostruzione postmoderna dell’immortalità – la tendenza a svincolare il presente dal passato e dal futuro – è accompagnata dal divorzio dell’erotismo dalla riproduzione sessuale e dall’amore”. Infatti “l’erotismo postmoderno è libero di fluttuare e di innescare reazioni chimiche praticamente con ogni altra specie di sostanza, di alimentarsi ed estrarre la propria linfa da qualsiasi altra emozione o attività umana (…). Solo in questa versione emancipata e distaccata l’erotismo è in grado di veleggiare liberamente sotto il vessillo della ricerca del piacere, senza farsi sviare dai propri propositi o scoraggiare se non da considerazioni di ordine estetico, vale a dire orientate all’esperienza vissuta (…)”.

La dfistinzione tra erotismo, sesso e amore consente di reinterrogare il tema dell’identità: “L’erotismo emancipato dai suoi vincoli riproduttivi e amorosi ben si presta a tutto ciò; è come se fosse fatto a misura delle identità multiple, flessibili, evanescenti dell’umanità posmoderna (…). L’aspetto sessuale dell’identità come tutti gli altri suoi aspetti, non è dato una volta per tutte, ma deve essere scelto e può essere scartato quando è ritenuto insoddisfacente o non abbastanza soddisfacente (…)”. L’effetto è il vacillamento di criteri di gioudizio che fino a poco tempo fa erano imprescindibili: “E’ una situazione carica di nevrosi  psichiche, tanto più gravi per il fatto che non è più chiaro quale sia la norma e di conseguenza quale tipo di conformità alla norma sia in grado di guarirle”. In definitiva, si potrebbe concludere, “occorre ben più della brama di profitto, della libera concorrenza e del raffinamento dei mezzi pubblicitari per portare a temine una rivoluzione culturale della portata e della profondità di quella dell’emancipazione dell’erotismo dalla riproduzione sessuale e dall’amore. Per trasformarsi in fattore economico, l’erotismo deve prima essere elaborato culturalmente e assumere una forma adatta a qualcosa che vuole essere merce”. (Note di Giancarlo Ricci)

Continue Reading

Chi è la più cattiva del reame?

29  maggio, ore 21, presso Libreria EQUILIBRI – via Farneti 11 –  Milano (MM Lima)

CHI  E’  LA  PIU’  CATTIVA DEL  REAME ?
FIGLIE, MADRI E MATRIGNE  NELLE NUOVE FAMIGLIE 

conversazione tra

MARIA BARBUTO

MARIA VITTORIA LODOVICHI

LAURA PIGOZZI

sul libro di Laura Pigozzi, Chì è la più cattiva del reame?, et. al. / Edizioni, 2012

 

Le cose, per le famiglie, sono cambiate. Nelle famiglie multiple le matrigne non sono più, come una volta, le spose di un uomo vedovo, e non hanno, come spesso si crede, il ruolo di una zia, una baby sitter, una “fidanzata di papà”. Se la matrigna delle favole, come insegna la psicoanalisi, non è altro che la parte oscura e minacciosa della madre, la nuova figura di matrigna sembra piuttosto occupare una posizione più simbolica e meno simbiotica di quella materna. Che cosa accade nella relazione madre-figlia quando esiste un’altra figura femminile investita di un ruolo di cura? Quali sono i legami che nascono tra la matrigna e la figlia del partner? E, soprattutto, come cambia, in presenza di una matrigna, la classica relazione madre-figlia? In queste nuove condizioni come si modifica, per una figlia, il modo di separarsi dalla madre biologica e fare così il suo cammino di donna?

Questo libro,  un vero e proprio manifesto delle nuove madri e dei nuovi padri, indaga la natura dei legami – spesso inattesi – che emergono nelle nuove famiglie.  La figura materna e le sue ombre sono le protagoniste, poiché, non dimentichiamolo, la matrigna è anche madre: mai come ora sembra urgente stimolare un pensiero critico intorno a questa figura adulta, che occupa un terzo posto nell’orizzonte familiare, nella no-mother land in cui troppo spesso viene confinata. Laura Pigozzi si occupa del rapporto tra psicanalisi e modernità, con particolare riferimento al mondo femminile. È l’autrice di A nuda voce. Vocalità, inconscio, sessualità (Antigone 2008) e di Voci smarrite. Godimento femminile e sublimazione (Antigone 2011). Ha creato “Rapsodia. Rete di psicanalisi, arte, vocalità”, luogo di incontro tra psicanalisti e artisti ( HYPERLINK “http://www.rapsodia-net.info/” www.rapsodia-net.info  HYPERLINK “http://www.rapsodia-net.info/” http://www.rapsodia-net.info).

Conduce laboratori di sperimentazione vocale e ha fondato il Non Coro.

L’iniziativa è promossa da:

RETE  DI  PSICANALISI  S. FREUD

RAPSODIA Rete di psicanalisi, arte, vocalità

et. al. / Edizioni

Continue Reading