Lettera aperta a IL BIVIO

di Giancarlo Ricci

Ospite scomodo alla trasmissione “Il bivio” (Italia I) andata in onda il 23 gennaio, ore 23, su Italia Uno)

In quanto psicanalista che si occupa di problematiche relative all’identità di genere sono stato invitato alla trasmissione “Il bivio” dedicata a un caso di gemelli transessuali. Mi è stato esplicitamente detto che in essa vi sarebbe stato uno spazio dedicato a un dibattito e a un confronto a più voci (equamente distribuite) su aspetti  implicati dal transessualismo.
La registrazione è avvenuta nella serata di giovedì 18 gennaio.
Vedendo ieri sera (23 gennaio)    la trasmissione, così come è stata confezionata, ho preso atto che dei miei due brevi interventi effettuati nel corso della registrazione, uno è stato manomesso, l’altro abolito.
Verificando le registrazioni originali è facile costatare che:
–    il mio pensiero, nell’unico intervento andato in onda, è stato manomesso (con l’evidente intento di renderlo facilmente esecrabile) nonchè censurato da passaggi essenziali alla comprensione di quanto stavo affermando;
–    la giornalista, l’Onorevole Vladimir Luxuria e lo stesso conduttore hanno avuto un atteggiamento ironico e denigratorio (di alta professionalità) nel momento in cui ho pronunciato le parole “terapia riparativa”, espressione teorica che traduce la “Reparative Therapy” praticata con successo in vari paesi del mondo ed esposta in diversi libri scientifici anche tradotti nella nostra lingua;
–    mi si attribuiscono affermazioni che non ho affatto pronunciato (il transessualismo come “malattia”), cosa riscontrabile nella replica di Luxuria i cui argomenti nulla avevano a che fare con quanto avevo poco prima affermato;
–    nelle mie parole sono stati tolti i riferimenti scientifici, da me indicati, relativi ad autori di fama internazionale che hanno studiato il fenomeno (Joseph Nicolosi e Irving Bieber) e che potevano svolgere una funzione minimamente informativa (evidentemente non allineata con la presa di posizione che la trasmissione ha abbondantemente sostenuto e pubblicizzato);
–    mi è stato tolto il diritto di replica su una problematica così complessa e le cui implicazioni avrebbero, a mio avviso, richiesto ben altra oggettività informativa dal punto di vista scientifico, etico e sociale.

Il livello dei contenuti, il disinvolto stile spettacolaristico, il gratuito spazio mediatico offerto all’Onorevole Luxuria e agli argomenti che questi propugna, la mancanza di informazione e obiettività nei temi trattati, l’assenza di voci differenti (non certo la mia, adeguatamente manipolata) su un fenomeno così pericolosamente “di moda”, lo sbilanciamento degli interventi (alcuni dei quali sono stati cassati del tutto) aprono a considerazioni ben più inquietanti rispetto alla personale discriminazione di cui ritengo di essere stato oggetto.
Va da sé che l’ideatore della trasmissione si assume a pieno titolo la responsabilità morale, sociale e politica di quanto è stato mandato in onda.

Giancarlo Ricci

Milano, 24 gennaio 2007