Jean Clair intervistato da G. Ricci sul suo libro MEDUSA

LEGGI INTERVISTA A JEAN CLAIR sul sito Milanoarteexpo.com         ———————————–

PICASSO a Palazzo Reale di Milano, dal 20 settembre 2012 – In occasione della mostra dedicata a Picasso presso il Palazzo Reale di Milano, Giancarlo Ricci avvia una serie di brevi interventi sulla vita e il pensiero di Picasso in collaborazione con il sito Milanoarteexpo.com (segue indirizzo elettronico). L’intersezione della psicanalisi con la questione dell’arte e dell’istanza creativa ci sembra, mai come oggi, attuale e significativa.

IL FUMO DI DON SALVATOR
Dobbiamo partire dal nome, dalla sua storia e dalle sue ineluttabili
pieghe per cogliere la cifra di unʼesistenza, il suo trovarsi al mondo. Il nome
Picasso si è trovato a occupare un posto tanto essenziale quanto
straordinario nellʼorizzonte artistico del secolo scorso. Ma ancor prima del
nome è stato il corpo a mettere piede su questo mondo.
Picasso arriva al mondo già con un suo “stile”: la levatrice lo crede
morto, lo lascia lì abbandonato tra le coperte e rivolge le sue cure alla madre.
Eʼ la presenza di uno zio medico, Don Salvator – nome davvero appropriato
per lʼoccasione – ad afferrare il piccolo e a soffiargli in faccia il fumo denso del
suo sigaro. Cʼè da immaginare lʼurlo, lʼurlo vitalità che il piccolo avrà cacciato,
dimenandosi e sgambettando. Era appena lʼinizio e nessuno immaginava
quanto sarebbe accaduto da lì a pochi anni, nemmeno lui. “A sette anni –
scrive Picasso – facevo disegni accademici la cui precisione minuziosa mi
spaventava”.
Così Picasso è gettato su questo pianeta attraverso un funambolico
doppio giro tra la vita e la morte. Chissà se la sua passione di dipingere
saltimbanchi, giocolieri e acrobati possa essere provenuta da questa
irrefrenabile attitudine pulsionale verso la vita. Probabilmente lì, nellʼatto
dellʼincominciare a respirare – sia pure il fumo fetido del sigaro – si è
miracolosamente forgiato il suo inconsumabile talento a non lasciar perdere
le occasioni: pittura, disegno, grafica, scultura, ceramica, incisione, affresco,
scenografia, drammaturgia, poesia, scrittura e forse ancora altro. In questo
immenso attraversamento ogni volta il demone dellʼarte lo ha chiamato a
rimettersi in gioco con un gesto estremo e assoluto. Come se fosse, ancora e
sempre, questione di vita o di morte.

leggi l’articolo originale qui

per maggiori informazioni http://www.mostrapicasso.it/

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