IL TEMPO DELLA POSTLIBERTA’, di G. Ricci (Sugarco, 2019)

SOTTOTITOLO: “Destino e responsabilità in psicoanalisi“, SUGARCO, Milano 2019.

“La libertà di pensiero ce l’abbiamo. Adesso ci manca il pensiero” (Karl Kraus)

“Tengo molto all’esergo che ho voluto porre a questa introduzione. Ho pensato che fosse il miglior emblema per illustrare la condizione della libertà nel nostro tempo. << Adesso ci vorrebbe il pensiero >>: dopo tante conquiste sociali, dopo le ideologie e le post ideologie, dopo la post globalizzazione, dopo il post umano o chissà cos’altro, la nostra società, che ha voluto fare delle nuove libertà e dei nuovi diritti il vessillo del progresso, sembra essere in difficoltà in materia di pensiero. Pare sparito un pensiero che sia all’altezza delle numerose complessità che attraversiamo: un pensiero come progetto sociale, civile, culturale, politico, un pensiero come programma di civiltà, come disegno di logiche e di relazioni cooperanti non basate sulla specularità o sulla speculazione”. (Dall’Introduzione)

INTERVISTA A RICCI : vai a  https://www.retedipsicoanalisi.cloud/wp-content/uploads/2019/01/salute.pdf

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AUTORITA’ & LIBERTA’. Convegno a Macerata il 28.11.17

A Macerata il 28.11.17 presso l’Auditorio dell’Università si svolge un convegno sul tema AUTORITÀ’ E LIBERTA’. Partecipano: DIEGO FUSARO, FRANCESCO GAMBINO, ENZO PENNETTA, SIMONE PILLON, GIANCARLO RICCI – 

“Ecco il punto cruciale che la modernità consegna ai nostri tempi: un’ipertrofia della libertà che crede di espandere la propria autodeterminazione all’infinito, che installa la propria fantasia di potenza credendola possibile, che fagogita l’altro, che rispecchia il proprio esistere nella padronanza di un’immagine narcisistica sempre identica. Poco pensiero in questa libertà che assomiglia a una botte in cui rifugiarsi e in cui vivere, poca soggettività in questa identità virtuale che assicura una sufficiente neutralità rispetto a ciò che accade fuori. La libertà come confort. E il comfort come libertà” (Ricci). 

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SESSUALITÀ’ E POLITICA. Viaggio nell’arcipelago gender, di G. Ricci

INTRODUZIONE DI G. RICCI AL LIBRO  (Sugarco, gennaio 2016)  –
Sei tesi contro l’omogenitorialità : vai a:  http://orientamentosessuale.blogspot.it/2016/01/tesi-contro-lomogenitorialita-di.html –

Autun, France,1130, Ghisalberto

 

“Potrebbe essere un libro-thriller, pensavo, prendendo sul serio quanti affermano che l’ideologia gender non esiste. Perché tanta fretta – mi chiedevo – nell’occultare il cadavere? Quando poi l’indignazione saliva incontenibile, era il piglio pamphlettistico a farsi strada anche con ironia e umorismo. Infine, dopo aver constatato la confusione che con spavalderia trionfa nei dibattiti mescolando temi e piani differenti, è prevalsa l’idea di progettare questo libro nei termini di una mappa che potesse agevolare un viaggio, quello nell’arcipelago gender.

La mappa disegna alcuni termini essenziali – una sessantina – in grado di entrare in merito alla questione gender (e non solo) situandola nello scenario culturale e storico del nostro tempo. Occorre che una mappa sia <<giusta>>, che non porti fuori strada, che immetta in un orizzonte in cui le verità si profilano da sole, libere di procedere nella loro direzione.

Temi che appartengono alla soggettività dell’individuo quali l’identità sessuale, il genere, l’orientamento sessuale, la sessuazione e molti altri, vengono articolati e collocati in una costellazione sociale: la relazione uomo-donna, la famiglia, la procreazione, la filiazione, lo statuto di figlio. L’ideologia gender manomette questi termini essenziali decostruendoli, rimontandoli e adattandoli a una prospettiva ideologica. Tutto ciò appare come un’imposizione: ci si appropria della <<cosa pubblica>> (res publica) per esercitarla sulla <<cosa sessuale>> dei singoli soggetti. Non si tratta forse del tentativo di uniformare e gestire socialmente le singolarità, con le loro identità e le loro differenze, per <<educarle>> a un pensiero unico?

Di qui il titolo <<sessualità e politica>> che affianca due ambiti  decisivi: la <<cosa sessuale>> e la <<cosa pubblica>>, l’individuo e la società, la libertà del soggetto e il <<bene comune>>. Da quando esiste la civiltà, molte cose dipendono da queste due polarità e dalla loro dialettica.

Oggi viviamo il tempo in cui sempre più la politica entra in merito al tema soggettivo e intimo della sessualità degli individui. Il <<pubblico>> pretende di esercitare un’egemonia sul <<privato>> per inglobarlo, gestirlo e istituire strategie per produrre profitto. Il gender, non dimentichiamolo, offre la migliore giustificazione per il business delle biotecnologie e per il mercato della biogenetica, promuovendo silenziosamente il progetto biopolitico dell’ipermodernità. Non solo. Asseconda il capitalismo globale favorendo l’ipertrofia dei diritti per espandere il mercato del consenso a nuovi soggetti <<politici>>. In questa prospettiva ecco pronto il dispositivo dell’assoggettamento e dell’instaurazione del debito.

Quali implicazioni derivano dalla constatazione secondo cui la <<cosa pubblica>> interviene sempre più sulla <<cosa sessuale>> che accade tra due esseri umani? Il matrimonio gay ne è l’esempio più evidente. Le sue implicazioni più inquietanti sono quelle che coinvolgono soggetti terzi: la possibilità delle adozioni, l’uso dell’eterologa, gli uteri in affitto. Anche il <<bene comune>> va considerato un soggetto terzo. A risultare minacciati sono inoltre la parola padre e madre, sostituiti con genitore 1 e genitore 2, la struttura della famiglia, l’istanza del figlio, la filiazione, la trasmissione tra le generazioni. La negazione di queste istanze ha il sapore di un nuovo nichilismo.

Abbagliata dalle promesse dello scientismo e in preda all’immaginario biotecnologico, l’attuale società sembra fare di tutto per silenziare le evidenze che alcuni saperi (per esempio la psicanalisi, la filosofia, il diritto, l’antropologia) mettono costantemente in risalto: la complessità dell’umano, la sua natura, i suoi enigmi che si trasmettono di generazione in generazione.

Con Il padre dov’era (2013) ho esplorato il tema teorico e clinico delle omosessualità maschili soffermandomi sulle loro differenti forme e strutture. In questo libro esploro le implicazioni sociali e comunitarie, dunque simboliche e antropologiche, dell’omosessualismo e della prospettiva gender.

Ho individuato circa sessanta voci fondamentali con una serie di rinvii interni ad altre voci che delimitano, quasi come caposaldi, un terreno entro cui si gioca una scommessa di civiltà. Il contesto è quello dei nostri giorni e del nostro tempo in bilico su una soglia epocale. Si tratta di un viaggio <<politicamente scorretto>> che percorre alcune parole basilari al di fuori dell’omologazione somministrata dai soliti slogans. Il lettore troverà non un sapere all inclusive, esaustivo o preconfezionato ma spunti, sguardi, prospettive inedite che scandagliano <<dall’interno>> il pensiero gender, i suoi paradossi, le sue idee fisse, i suoi zoppicamenti.

Sono considerazioni che prendono le mosse dalla psicanalisi e dalla sua clinica, da quella psicanalisi che ritiene imprescindibile, in questo tempo, entrare con audacia, in modo laico e non accademico, in merito al disagio della civiltà.  Questa psicanalisi non pretende di possedere la Verità ma di praticare quella sufficiente etica che consente di evidenziare alcuni frammenti di verità psichica e storica in grado di aprire nuove vie del pensiero. Del resto è facile constatare come nei vari documenti e <<linee guida>> gender, non vi sia traccia di psicanalisi. Spicca anzi una sua costante negazione, un’avversione che sconfessa l’ambito psichico, la dimensione dell’inconscio, la differenza sessuale, il lavoro della memoria, la soggettività. Prevale invece una visione cognitivista, comportamentista, costruttivista dell’individuo e della società, dove i riferimenti agli autori e alle ricerche si esauriscono, in modo egemonico, al mondo anglosassone. 

         È una battaglia ideologica tra schieramenti contrapposti, sentenziano alcuni. Niente affatto, non c’è alcuna simmetria. I media, per evitare complicazioni, raccontano la questione gender come scontro tra una posizione modernista e una posizione tradizionalista (nel migliore dei casi). Il laicismo appena incontra una presa di posizione etica forte, ne denuncia l’intransigenza ritenendo che l’esercizio del giudizio altrui esprima immancabilmente un integralismo o un fanatismo religioso. Per far tornare i propri conti, il laicismo ritiene che la posizione cattolica corrisponda a un arroccamento ideologico, applicando la logica parlamentare alla libertà di pensiero e di coscienza. E così ogni dibattito risulta una prova di forza in cui le vere questioni svaniscono nel nulla o vengono esorcizzate con l’accusa di omofobia. Il teorema risulta sempre lo stesso: chi la pensa differentemente attua una discriminazione.

In tal senso, per dissolvere facili pregiudizi, riteniamo essenziale e imprescindibile distinguere tra omosessualità e omosessualismo: la prima è una vicissitudine individuale e soggettiva rispetto alla quale è il caso di astenersi da qualsiasi pregiudizio, il secondo è una visione globale che esige di applicare su scala sociale una certa concezione della sessualità. In quest’ultimo caso occorre e urge un giudizio. Un giudizio, tra l’altro, che ristabilisca il diritto da parte di un’ampia maggioranza della società di esprimere le proprie convinzioni in materia di temi che riguardano proprio la sopravvivenza stessa della società. Ribadiamolo: nulla contro <<gli omosessuali>>, ma parecchie e precise obiezioni verso l’omosessualismo e le sue derive gender. Possiamo spingerci oltre e affermare – l’esperienza clinica lo evidenzia – che <<gli omosessuali>> talvolta sono essi stessi <<vittime>> dell’omosessualismo.

L’ideologia gender, strutturata come un arcipelago attorno a cui gravitano istanze diverse della contemporaneità, partendo dalla sfera individuale pretende, in nome dell’uguaglianza e di nuovi diritti, di estendersi all’intera comunità. Con qualche paradosso: in nome dei diritti umani favorire una falsificazione dell’umano; in nome della libertà di un godimento individuale imporre a tutti lo stesso godimento. In effetti più che una mutazione antropologica l’ideologia gender prescrive un’amputazione antropologica nel senso che, in nome della necessità del modernismo, artificiosamente toglie allo statuto dell’umano alcuni referenti simbolici e identitari che da sempre lo hanno istituito. L’ideologia gender risulta così la punta più avanzata, ipermoderna e neoliberale di gestione e controllo della soggettività. In nome di una tecno-biologizzazione essa propone una negazione dello psichico per celebrare il trionfo narcisistico dell’Io a discapito del <<bene comune>>. Milano, 22 ottobre 2015

 

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L’ETERNITA’ INVECCHIA

Il 28 MAGGIO 2015, alle 18.30, dibattito sul libro L’ETERNITA’ INVECCHIA. SULLA POESIA DI PAUL CELAN di MARIO AJAZZI MANCINI (Orthotes Edizioni).
Oltre l’autore intervengono: DARIO BORSO, NICOLE JANIGRO, ROSALBA MALETTA, GIANCARLO RICCI.
Presso i FRIGORIFERI MILANESI, via Piranesi 10 – Milano

L'eternità invecchia 

 

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ADOLESCENZA, SESSUAZIONE E IDENTITA’ DI GENERE: seminario di G. RICCI

Mercoled’ 25 giugno 2014 dalle 14.30 alle 17, Giancarlo RICCI tiene un seminario di formazione presso l’Università Cattolica  di Milano (via Nerino 15, Aula 110). L’intervento si inserisce nell’attività del CENTRO STUDI E RICERCHE SULLA FAMIGLIA DELLA CATTOLICA E DI DIESSE LOMBARDIA. Il titolo dell’intervento è: “Adolescenza, sessuazione e identità di genere“.

Diesse in collaborazione con il Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano propone tre mezze giornate di formazione rivolte ad un gruppo selezionato di medici, psicologi, sociologi, docenti di scienze, docenti/formatori. Scopo degli incontri, di carattere seminariale, è quello di formare un gruppo di esperti disponibili a intervenire in corsi di formazione ed eventi sui temi legati alla questione del gender. Il lavoro in ciascun seminario sarà di reciproca formazione, a partire da alcuni interventi iniziali che avranno lo scopo di aprire un dialogo costruttivo fra i partecipanti. E’ prevista la registrazione completa dei lavori per pubblicazione dei lavori svolti.

Uomo e donna o GLBTQ?
La teoria del gender e le implicazioni culturali ed educative nella famiglia e nella scuola. 

 

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EDUCARE ALLA PARITA’. PREVENIRE LA VIOLENZA. Alla Cattolica (Mi), dal 20-2 al 18-5 2016.

L’associazione Diesse Lombardia con l’Università Cattolica di Milano ha ideato un corso  che prende avvio sabato 20 febbraio 2016.  La direzione scientifica è affidata al prof. Francesco Botturi (Docente di Filosofia Morale alla Cattolica) e al coordinamento a Guido Banzatti.
PER INFO: segreteria di DIESSE LOMBARDIA (02.45.48.55.17. Fax: 02. 45.4860.89) Mail: segreteria@diesselombardia.it – Viale Zara 9 – Milano.

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L’iniziativa  è progettata anche come “un corso per preparare un gruppo di formatori per realizzare progetti e attività formative con dirigenti scolastici, insegnanti, genitori”. In effetti questo approccio multidisciplinare, che vede confrontarsi pedagogisti, psicoterapeuti, sociologi, psicanalisti, psicopedagogisti anche su temi concreti e quotidiani dei giovani, ci sembra un gesto significativo: un tentativo di ridisegnare compiti e funzioni dell’educazione, della formazione intesa come momento incessante di confronto, di dibattito, di riflessione in grado di tracciare un perimetro di chiarezza, nella grande Babele del nostro tempo.

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WIKIRADIO di RADIO TRE: G. Ricci interviene sul lavoro onirico e la contemporaneità. Il 24.7.14

Milano, 24 luglio 2014, ore 14 su RADIO TRE nel programma WIKIRADIO. La trasmissione si può ascoltare in podcast presso il sito di Wikiradio, Radio Tre Rai.

Nella notte tra il 23 e 24 luglio 1895 (120 anni or sono) a BELLEVUE, Freud dichiara di aver interpretato compiutamente un sogno, quello dell’iniezione a Irma. La strada che porta alle logiche dell’inconscio è aperta.

Ma cosa significa oggi il sogno? Quale il posto del lavoro onirico nella contemporaneità? E’ ancora possibile il sogno come  enunciazione del desiderio?

Ascolta la trasmissione dal link sotto:

 

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Milano 22 marzo. Presentazione della rivista LETTERa su “JOYCE. Sinthomo, arte, follia”

Lettera 3

Il 22 marzo ore 18 presso la sede IRPA, via G. da Procida 35/A, MIlano. 

Intervengono: MARIO COLUCCI, FEDERICO LEONI, GIANCARLO RICCI, PIER ALDO ROVATTI. Coordina CHIARA OGGIONNI.

Presentazione della rivista di psicoanalisi LETTERa n. 3 su “Joyce. Sinthomo, arte, follia” (et al./Edizioni) e della rivista di filosofia AUT AUT (Il Saggiatore).

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C’è un sottile filo – scrive Giancarlo Ricci nell’editoriale di apertura della rivista – che unisce il tema monografico del precedente numero di LETTERa, “I legami e l’inconscio”, e questo dedicato a “Psicoanalisi e legge”. I legami sono tali proprio perché rispondono a una legge, così come l’inconscio è strutturato da una legge particolarissima, mai completamente pronunciabile ma sempre in atto e al lavoro.
Accostare psicoanalisi e legge è impresa monumentale. Questo dossier monografico è una prima testimonianza, certamente non esaustiva. L’intento è di disegnare alcune frontiere, adiacenze e intersezioni. Il contributo di ciascun autore – psicoanalista, psichiatra, giurista, filosofo, storico del diritto o magistrato – ci sembra apra una via nuova, originale, spesso preziosa.
Il significante legge viene chiamato in causa e “messo al lavoro” in due accezioni apparentemente distanti. Nella prima come istanza in atto nella vita psichica dell’individuo ovvero, semplificando, in quanto legge delle logiche e del funzionamento dell’inconscio. Si tratta della legge della parola le cui numerose implicazioni giungono anche a istituisce la legge del desiderio, la sua facoltà. Nella seconda accezione, quella corrente, la legge può riassumersi come quel complesso sistema simbolico il cui esercizio normativo regola i funzionamenti giuridici e le condizioni di diritto nella società.
Dal confronto tra queste due distinte polarità, che in definitiva tessono la dialettica tra individuo e società, tra caso singolo e criterio universale, riscontriamo una fecondità di idee e di pensiero. Fecondità sia per una riflessione relativa al diritto nelle sue vaste implicazioni sociali sia per la psicoanalisi, nella sua pratica particolare e singolare.
Nell’implicito dialogo che scaturisce tra i differenti contributi qui pubblicati, si delineano alcuni temi caldi che attraversano l’attualità: la giustizia psichica e l’equità, i paradossi del diritto nell’epoca in cui sembra vacillare il confine tra lecito e illecito, il funzionamento delle istituzioni, le trasformazioni epocali percepite dai soggetti sociali come vacillamento di diritti acquisiti o addirittura come trasformazione del concetto stesso di democrazia.

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