L’AVVENIRE E IL PRESENTE. Nota di Pierre Legendre

Pubblichiamo una pagina di PIERRE LEGENDRE
(giurista e psicoanalista) tratta dal suo sito
ARS DOGMATICA (http://arsdogmatica.com/ )
che riproduce alcuni testi apparsi in
un suo libro LE VISAGE DE LA MAIN
(Le Belles Lettres, 2019), un laboratorio di idee, pensieri, poetiche.
La pagina che pubblichiamo (come le altre tradotte da Paolo Héritier)
hanno come titolo ET CAETERA :
riflessioni intorno al tempo, alla realtà alla poetica dell’esistere.
Vedi anche:
https://www.retedipsicoanalisi.cloud/il-volto-e-la-mano-pierre-legendre-e-la-fabbrica-del-soggetto/

L’avvenire è una lettera timbrata. L’effetto di ritardo (“après-coup”) di quel che nominiamo presente dirà se stiamo inventando l’autodistruzione della specie o se, più banalmente, incombe la minaccia di una schiavitù inedita, dolcemente massacrando qualche generazione sacrificata alle facilitazioni dell’individualismo di massa. 

La de-istituzionalizzazione, promossa con la violenza di un nuovo Ordine morale dopo l’ultimo conflitto mondiale, meriterebbe un Giornale di Inferno; ma la poesia radicale, quella che combatte la follia, è defunta. Ci resta l’inconsistenza con i suoi dogmi, socialmente accettati – per il momento. 
La memoria della specie insegna: qualcosa nella vita è più prezioso che la vita, il senza-prezzo che porta la riproduzione dell’umanità. E che annuncia i nuovi inizi.
Perché il tormento esistenziale rimane, quello che abita il soggetto: perché?
Gustave Doré, su La ballata del vecchio marinaio di S. Coleridge
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