ZYGMUNT BAUMAN, Gli usi posmoderni del sesso, Il Mulino

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“Sesso, erotismo e amore sono collegati e tuttavia separati. Non possono esistere l’uno senza l’altro, eppure la loro esistenza si consuma in una guerra perenne per l’indipendenza”: così afferma Bauman in questo libro Gli usi posmoderni del sesso. Libro denso e ricco di notazioni mai quanto oggi attuale. Il noto sociologo si addentra lungo la frontiera di un mutamento antropologico in atto: “La versione tardomoderna o postmoderna dell’erotismo appare senza precedenti, una novità e un vero e proprio salto di qualità. Qui l’erotismo non si allea nè con la riproduzione sessuale nè con l’amore, reclama la propria indipendenza da entrambi i vicini e rifiuta decisamente ogni responsabilità (…)”.

Sullo sfondo dei temi della biopolitica e della biotecnologia il tema dell’immortalità è coniugato come imperativo del godimento, del godimento ininterrotto. “La decostruzione postmoderna dell’immortalità – la tendenza a svincolare il presente dal passato e dal futuro – è accompagnata dal divorzio dell’erotismo dalla riproduzione sessuale e dall’amore”. Infatti “l’erotismo postmoderno è libero di fluttuare e di innescare reazioni chimiche praticamente con ogni altra specie di sostanza, di alimentarsi ed estrarre la propria linfa da qualsiasi altra emozione o attività umana (…). Solo in questa versione emancipata e distaccata l’erotismo è in grado di veleggiare liberamente sotto il vessillo della ricerca del piacere, senza farsi sviare dai propri propositi o scoraggiare se non da considerazioni di ordine estetico, vale a dire orientate all’esperienza vissuta (…)”.

La dfistinzione tra erotismo, sesso e amore consente di reinterrogare il tema dell’identità: “L’erotismo emancipato dai suoi vincoli riproduttivi e amorosi ben si presta a tutto ciò; è come se fosse fatto a misura delle identità multiple, flessibili, evanescenti dell’umanità posmoderna (…). L’aspetto sessuale dell’identità come tutti gli altri suoi aspetti, non è dato una volta per tutte, ma deve essere scelto e può essere scartato quando è ritenuto insoddisfacente o non abbastanza soddisfacente (…)”. L’effetto è il vacillamento di criteri di gioudizio che fino a poco tempo fa erano imprescindibili: “E’ una situazione carica di nevrosi  psichiche, tanto più gravi per il fatto che non è più chiaro quale sia la norma e di conseguenza quale tipo di conformità alla norma sia in grado di guarirle”. In definitiva, si potrebbe concludere, “occorre ben più della brama di profitto, della libera concorrenza e del raffinamento dei mezzi pubblicitari per portare a temine una rivoluzione culturale della portata e della profondità di quella dell’emancipazione dell’erotismo dalla riproduzione sessuale e dall’amore. Per trasformarsi in fattore economico, l’erotismo deve prima essere elaborato culturalmente e assumere una forma adatta a qualcosa che vuole essere merce”. (Note di Giancarlo Ricci)

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